La storia vera di Tova, una tra i pochissimi ebrei a essere uscita viva da una camera a gas
Tova Friedman è una delle più giovani sopravvissute ad Auschwitz. A soli quattro anni scampò alle esecuzioni di massa nel ghetto della città polacca in cui viveva insieme alla sua famiglia. A sei anni fu fatta salire su uno dei treni diretti verso l’inferno in terra e deportata nel campo di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau. Nonostante la giovane età, in quel luogo fu testimone di terribili atrocità e si trovò, come pochissimi altri hanno avuto la possibilità di testimoniare, dentro una camera a gas. In questo libro Tova Friedman racconta finalmente la sua storia.
L’incredibile memoir di una delle più giovani deportate ad Auschwitz
Ai primi posti delle classifiche del New York Times
Tradotto in 11 Paesi
«Sono una sopravvissuta. Questo significa che ho l’obbligo di parlare in nome di un milione e mezzo di bambini ebrei assassinati dai nazisti. Loro non possono più farlo.»
Tova Friedman
«Uno struggente testamento.»
Publishers Weekly
«Un resoconto straziante dei giorni più bui del ventesimo secolo.»
Kirkus Reviews
«Forse il libro più sorprendente che io abbia mai letto.»
BBC
«Gli orrori dell’Olocausto raccontati dal punto di vista di una bambina che sapeva a malapena leggere e riconoscere i numeri. Questo è un libro arrabbiato, ma è anche una lettura obbligatoria.»
The Jewish Chronicle
- ISBN: 8822763882
- Casa Editrice: Newton Compton
- Pagine: 288
- Data di uscita: 06-01-2023
Oggi il blog Il sole di Leo partecipa al Review party organizzato dalla Casa editrice Newton Compton editori per l'uscita il 6 gennaio di La bambina di Auschwitz di Tova Friedman e Malcom Brabant.
Parlare di libri che riguardano le barbarie e la drammaticità degli eventi che si sono perpetrati nei campi di concentramento non è mai facile e si corrono diversi rischi ma questa storia è davvero una storia diversa.
Tova Friedman è una dei pochissimi ebrei che sono riusciti ad uscire vivi da una camera a gas e già solo per questa eccezionalità è evidente che questa è una storia straordinaria.
La lucidità, la crudezza e la precisione dei fatti storici narrati che sono purtroppo accaduti, fanno di La bambina di Auschwitz un pugno diritto alla bocca dello stomaco.
Credo che, la maggiora parte di noi, non può razionalmente tollerare che i fatti narrati siano accaduti e deve porre in essere ogni energia, ogni forza per scongiurare che la follia umana (che non è poi così lontana in questi tempi) dia corso ad altre atrocità del genere.
L'autrice Tova Friedman, nata in Polnia 84 anni fa e con la cittadinanza americana e un cognome importante, Grossman, avvertiva l'urgenza di tramandare ad ogni persona il suo vissuto, in particolare ai giovani che mai come ora hanno il dovere di fare memoria.
Si comprende come le vicende narrate fossero come un tarlo che la consumava pian piano e grazie al giornalista Malcom Brabant ha messo su carta, fissando per sempre, ciò che l'aveva così provata.
La struttura della narrazione si avvale di numerosi flashback, snocciolando le vicende su piani temporali agevolando di molto lo scorrere delle pagine.
A differenza di altre storie La bambina di Auschwitz non è unicamente concentrata sul punto di vista della sua autrice, ma la Friedman consegna la voce alla sua famiglia anche a chi non ha potuto avere voce.
Ciò che scuote la coscienza del lettore è la serenità dell'autrice, è la speranza che trasuda da ogni pagine, è il senso del perdono nel quale Tova Friedman ha trovato il suo riscatto.
E' una lettura necessaria per ognuno ma, in particolare, per le giovani generazioni.
Dall'alto della mia età e della mia "nonnitudine" auspico sempre che i ragazzi incontrino insegnanti illuminati che propongano letture come La bambina di Auschwitz.
Si ringrazia la Casa editrice Newton Compton editore per la copia digitale del libro
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